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È stata la curiosità che ha portato Mauro e me a visitare il Nido dell’Aquila, la Kehlsteinhaus, la residenza e bunker di Hitler costruito a 1834 metri d’altezza tra le maestose montagne dell’Obersalzberg.

Questo chalet-fortezza di Hitler è diventato un vero e proprio simbolo nella storia della Germania e di Hitler che qui soggiornava insieme ad Eva Braun, lei amava questo posto e sua sorella si sposò proprio qui, lui invece pare non lo amasse particolarmente.

Eravamo curiosi quindi, così, dalla nostra base a Bad Kohlgrub siamo partiti di buon mattino per raggiungere questo posto che sfiora quasi il mito.

Visitare il Nido dell'Aquila: sulle tracce dell'uomo più odiato della storia

Un po’ di storia

Hitler soffriva di vertigini, forse anche per questo non amava questo luogo, ma Kehlsteinhaus, un regalo del NSDAP per il suo compleanno, non era solo un luogo di villeggiatura fuori dal caos cittadino, era uno strumento del partito, era un tassello dell’enorme puzzle del progetto di imposizione studiato dal regime.

Qui venivano ospiti internazionali appositamente selezionati, che dovevano restare impressionati da questa grande opera tedesca, dal panorama tutto intorno (decisamente stupendo), dovevano ammirare l’estetica nazionalsocialista andando al di là delle fabbriche di armamenti.

Qui ambasciatori e delegati esteri vedevano un Hitler modesto, più conciliante, vedevano un uomo tutto sommato moderato. Avevano fatto scacco.

Realizzare questo chalet non fu per nulla semplice, è tutt’oggi un’opera pazzesca che lascia decisamente tutti senza fiato!

Visitare il Nido dell'Aquila: sulle tracce dell'uomo più odiato della storia

Come si presenta il Nido dell’Aquila oggi

Mi ricordo benissimo il freddo che c’era, eravamo sui 9-10 gradi, era metà luglio! La nebbiolina tutto intorno dava l’idea di un’atmosfera sospesa ma limitava la vista del panorama, un vero peccato, se non trovi una giornata limpida, non puoi goderti bene il panorama delle montagne e dei laghi intorno.

Una volta arrivati in cima con il bus navetta, ti trovi quasi sul tetto del mondo!

L’aria è freschissima, sembra tutto imponente. Ci si dirige dentro la montagna, in un lungo tunnel scavato nella roccia dove è presente un ascensore tutto color oro. Questo ascensore proprio incastonato nella roccia, porterà al Nido dell’Aquila vero e proprio, oggi un ristorante/rifugio di piatti tipici tedeschi.

È tutto lì, la sala del ristorante, un piccolo corridoio che porta all’esterno e il panorama tutto intorno, l’effetto che cercavano un tempo si ripropone anche oggi, ci si trova in cima a tutto, si resta a bocca aperta a vedere questo panorama pazzesco a 360 gradi.

Come arrivare al Nido dell’Aquila e info per la visita

Visitare il Nido dell’Aquila significa andare in piena montanga con gli unici parcheggi a valle. Prima di tutto occorre lasciare la macchina nei pressi del Dokumentation Obersalzberg, vicino alle fermate dei bus navetta che in 20 minuti di salita vi portà fin su. In tutta la zona troverete delle aree parcheggio, tutte a pagamento ovviamente ma ben segnalate. Vi consiglio di impostare nel navigatore le indicazioni per Parkplatz Obersalzbergwerk e di arrivare presto, perché è un luogo molto turistico.

Avete due alternative, se avete tempo e forza e c’è un bel clima soleggiato, potete fare l’escursione fino alla cima, se c’è freddo e non avete voglia di perdere troppo tempo, allora dirigetevi alle fermate dei bus, li troverete la biglietteria per fare il biglietto combinato sola andata o andata e ritorno bus + ascensore per raggiungere il Nido (il combinato per 2 persone è di 33.20€) per avere più info potete andare al loro sito.

L’interno del Nido, la sala dove si mangia e il caminetto regalato da Mussolini

Una volta fatti i biglietti, vi diranno il numero della fermata dove attendere il bus che dopo qualche minuto arriverà, fanno avanti e indietro in continuazione.

La salita sul bus è essa stessa un’esperienza. La voce registrata racconta un po’ la storia del luogo e in 20 minuti si sale lungo quelle stradine ripide.

Una volta scesi dal bus, come prima cosa dovete prenotare il bus del ritorno, è obbligatorio dare un orario preciso di discesa così da regolare i flussi. Considerate di restare lassù un paio d’ore. Mauro e io abbiamo mangiato, fatto un giro e diverse foto e acquistato qualche libro sulla storia del luogo e direi che due ore sono sufficienti per girarlo con calma.

Una volta prenotato anche il bus di ritorno, dirigetevi all’ascensore, ci sarà da aspettare un po’ per salire e dovrete esibire il biglietto prima di entrare. Questo è il vero inizio della visita al Nido dell’Aquila, l’ascensore stesso è stato realizzato per impressionare gli ospiti di Hitler.

Tips: se è periodo di alta stagione, preparatevi a fare un po’ di coda ovunque tra biglietteria, ascensore e ristorante, quindi, se come me siete insofferenti alle code, andate là in largo anticipo, anzi, andate all’apertura. Non vi consiglio di prenotare perché il clima là è molto ballerino, vi conviene controllare il meteo e decidere il giorno prima se andare a visitare l’Eagle Nest, il Nido dell’Aquila o meno, così da essere un minimo sicuri del bel tempo.

Il dolce tipico del ristorante

Se volete mangiare, armatevi di pazienza e di occhio lungo, appena si libera un tavolo andate a sedervi, sarà poi il cameriere a raggiungervi prendendo l’ordinazione. Sono super veloci e la qualità del cibo è media, da rifugio ecco, niente di speciale ma comunque buonina ecco, soprattutto se si ha fame!

Scesi dal Kehlsteinhaus potete andare a vedere il vedere il centro di documentazione compreso nel biglietto e farvi un giro nella zona che è veramente molto bella, oppure potreste fare come noi e vivere l’esperienza dei minatori nelle miniere di sale… Cosa che vi racconterò in un prossimo post!

#staycappellacci

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